22.6.07

Si stava meglio quando si stava peggio

Il primo luglio è una data molto importante per il nostro paese, perchè si apre il mercato del settore dell'energia elettrica. Per cui ogni cliente potrà scegliere il proprio fornitore. Il nostro paese si adegua alle normative europee.
Questo era un atto dovuto e ci stiamo indirizzando sulla strada giusta.
Infatti solo con la libera concorrenza e con il rispetto delle regole, il cittadino potrà trarre giovamento. Questa può essere la retta via per il progresso.
Infatti la concorrenza favorisce l'ingresso di nuovi operatori, aumenta l'occupazione, diminuiscono i prezzi, migliorano la qualità dei servizi e dei prodotti. Aumentano gli investimetni nella ricerca per aumentare la qualità del bene da lanciare sul mercato.
Però questa è solo la teoria che s'insegna a scuola. Infatti un libero mercato può portare benefici per il consumatore solo se si rispettano le regole del "gioco", come accennavo pocanzi.
Infatti il coniugo tra mercato, legalità, trasparenza e diritti dei consumatori è indispensabile per raggiungere l'interesse pubblico, perchè altrimenti è meglio lo status quo.
Infatti vi ricordate quando ci raccontavano che la liberalizzazione del settore assicurazioni auto avrebbe ridotto i prezzi: invece sono aumentati vertigionosamente di cinque o sei volte.
Vi ricordate che il mercato unico europeo e l'euro avrebbero portato benefici per i residenti dei paesi UE. Ci dissero pure che saremmo diventati più ricchi e che sarebbe aumentata l'occupazione grazie alla caduta delle barriere.
Invece è aumentata la crisi economica e i prezzi in europa sono aumentati in tutti i campi. Anzi la povertà in Italia è aumentata e i cittadini si sono indebitati maggioramente rispetto a pochi anni prima.
E perchè non menzionare invece il caso della liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica della California avvenuto pochi anni fa, dietro a grandi promesse, a favolose previsioni di riduzioni di prezzo e di crescite economiche incontrollabili.
Risultato: anche qui prezzi che schizzano e cittadini disperati perchè vedono un terzo del loro stipendio andar via per pagare la luce.
Infatti la regola era: vuoi la nostra energia, allora paga il prezzo che vogliamo.
Quindi non solo i consumatori erano senza luce, ma anche piccole, medie e grandi imprese e pubbliche istituzioni erano sottomessi al ricatto della Enron.
Sì proprio quella azienda che nel 2001/2002 ha causato la rovina di molti risparmiatori e dipendenti che hanno visto volatilizzarsi i propri risparmi ed i propri fondi pensione grazie alla manovre finanziare fraudolente ed illecite dei suoi alti dirigenti.
Il mio modesto parere non è quello di fermare o di imperdire la liberlizzazioni di settori della nostra economia. Il mio post vuole solo osservare che non sempre quello che ci cantano è vero e reale. Non sempre quello che ci voglio far credere è corretto e giusto.
La liberazzazione di servizi di alto interesse generale o di beni essenziali non sempre porta i benefici sperati, senza regole che garantiscono la pari opportunità degli operatori, la trasparenza, la tutela degli interessi dei consumatori o senza norme che soddisfino l'interesse pubblico. Non si deve dimenticare anche la necessità di avere norme chiare e certe, nonchè la presenza di organi di controllo estremamente efficaci e molto competenti
Anche in questo caso il rispetto della legalità la fa da padrone ed è meglio di ogni apertura del mercato.
Infatti spero che non si creino cartelli (caso delle banche, delle compagnie petrolifere, delle assicurazioni e della telefonia mobile), che non si tenti di accordarci sul livello dei servizi, sulla qualità e sui prezzi. Spero che non si trascuri i servizi pubblici a favore di qualche privato scalmanato.
Questa è la paura dei sindacati dei ferrovieri che temono che la liberalizzazioni porti un indebilmento dei trasporti pubblici, a favore di privati, che per rimanere sul mercato devono per forza aumentare i prezzi in un settore sotto tutela statale.
Spero che non si distrugga il patrimonio di una grande azienda di Stato (caso Telecom) e che non si vogliamo favorire qualche lobby economica, a discapito degli utenti. Quindi spero che non ci sia collusione e favori tra chi deve contrallare e chi è controllato (caso Fazio e Fiorani, rispettivamente, ex governatore della banca d'Italia e ex padre-padrone della Banca Popolare di Lodi sulla tentata scalata alla Banca Antonveneta).
Spero di non tornare all'uso della lanterna o di cenare con le candele. Speriamo di non doverci lamentarci sul fatto che si stava meglio prima.
A questo punto è meglio tornare ai grandi monopoli pubblici ed a quella che qualcuna chiama "arretratezza economica".


Rebecchi Lorenzo
GIV NOVARA

5.6.07

COMUNICATO STAMPA


Torino, 5 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA

Giovani Italia dei Valori Piemonte
“Pieno sostegno alla presa di posizione di IdV
sulla riduzione del numero degli assessori”



I Giovani dell’Italia dei Valori Piemonte, per voce del loro coordinatore regionale, esprimono il loro entusiasmo per la proposta lanciata ieri dall’Italia dei Valori Piemonte per la riduzione del numero degli assessori negli Enti locali.
“Queste iniziative lanciano un messaggio innovativo e offrono un segnale alla voglia di cambiamento e efficienza che i cittadini chiedono alle Istituzioni. E’ un passo che segna la strada che i Giovani dell’Italia dei Valori vogliono percorrere”.
“Spesso il numero degli assessori risponde a logiche di lottizzazione - continua Altadonna - Le ‘nomine’ diventano così ricompense elettorali, invece che strumento di servizio alla comunità. Ridurre il numero degli assessorati significa dare una risposta ai cittadini che chiedono professionalità e non spartizioni”.
“La composizione della Giunta deve rispondere ad una esigenza di efficienza e di agilità che i Responsabili delle Amministrazioni devono offrire in cambio del consenso ottenuto. La risposta rischia di non essere data agli elettori ma ai partiti in base alle percentuali realizzate. Il metodo di composizione della Giunta deve soddisfare le esigenze delle realtà locali e non le pretese dei partiti. Per molti questo può sembrare utopico ma rappresenta invece l’idealità che muove le nuove generazioni all’attività politica”. I Giovani dell’Italia dei Valori censurano certe spartizioni: ”Questo metodo superato nuoce alla credibilità della Politica. Siamo particolarmente felici ed orgogliosi che sia stato il nostro partito, l’Italia dei Valori, a lanciare questa idea. Speriamo ora che non rimanga lettera morta e che trovi applicazione già a partire dalle Giunte in via di costituzione in seguito alle recenti elezioni amministrative”.
Si lancia inoltre un appello a tutte le giovanili di partito perché partecipino a un tavolo di discussione che individui alcune proposte chiare e condivise per la riduzione dei costi della Politica e l’eliminazione dei privilegi. “Presto contatterò i responsabili regionali, sono fiducioso di ricevere ascolto”.
Queste idee andranno poi presentate ai partiti perché diventino strumento per recepire l’appello che il Quirinale ha lanciato qualche giorno fa alle forze politiche.
“I partiti falliscono se non creano professionalità adatte per rispondere alle esigenze della società. Questo deve essere il primo passo verso la riduzione dei costi della Politica”. Riduzione dei costi, professionalità e ricambio generazionale sono le parole d’ordine che chiede agli esponenti politici. Il GIV sta studiando forme di coinvolgimento popolare per sostenere il progetto di Italia dei Valori.



Ufficio Stampa GIV Piemonte