12.12.06

Il coraggio e la politica

Marco D'Acri
Le recenti dichiarazioni del governo che ha affermato di voler regolamentare e tutelare la realtà delle coppie di fatto dal prossimo anno ha, come si poteva immaginare, scatenato la reazione violenta degli ambienti vaticani. Si sono espresse tutte le massime gerarchie e gli organi di comunicazione della Santa Sede per denunciare questo "tentativo di scardinare la famiglia". E come ogni dichiarazione che venga dalle mura vaticane è stata assunta come nota di indirizzo politico da tutti quei partiti che sembrano, su quei temi, in grado esclusivamente di essere amplificatori piuttosto che interpreti del pensiero religioso. Partiti compatti da destra a sinistra, da Rotondi e Casini a Rutelli e Mastella. Eccolo il grande centro, schiacciato sulle posizioni della Chiesa e immemore dei nostri principi costituzionali. Come uscirne? Non se ne vede la via. Considerato che persino D'Alema e Fassino hanno gareggiato a rassicurare la Chiesa, nel timore della perdita di chissà quale valanga di voti che sinceramente mi sembra sopravvalutata (tra l'altro lo stesso Fini ha appoggiato eventuali regolamentazioni, superando gli stessi DS...non c'è più religione). Se il pensiero religioso è per sua natura, totalizzante ed ecumenico, rivolto a tutti gli uomini della Terra, altrettanto non vale per le leggi dello Stato (sembra ovvio ma purtroppo nelle discussioni odierne non è così). Lo Stato è uno spazio aperto dove i diversi credi e le diverse identità convivono nel rispetto reciproco, a meno di voler riprendere in considerazione il concetto di Stato Etico. La legge dello Stato non è totalizzante, ma liberale. Se l'omosessualità non è contemplata dalla Chiesa, lo Stato non può agire allo stesso modo. La posizione cattolica vale per se stessa, non può costringere gli altri ad adeguarsi con le leggi dello Stato. E questa non è una critica alla Santa Sede ma ai partiti che dovrebbero interpretare i principi dello Stato Repubblicano adeguandoli alle nuove necessità. Se poi persino i DS non sono in grado di farlo, in questo modo determinano l'assurdità del concetto di Sinistra Liberale con la quale hanno voluto recentemente vestirsi. Le idee si giudicano con le azioni. Italia dei Valori è il principale partito liberale sulla scena nazionale e in questo può dimostrarlo. Io sono cattolico, ma sono in prima linea a difendere i principi liberali del mio Paese e sono nell'IdV anche per questo. Come giovani esprimiamo l'appoggio a tutti coloro che avranno il coraggio di ridare allo Stato Italiano la dignità di affermarsi sui temi dei diritti civili. E continuerò ad esprimere la mia fede, senza mai osare invadere le libertà di scelta che è necessario rispettare. Sembra un principio da scuola elementare ma in Italia le medie, su alcune posizioni, sono ancora di là da venire.
Marco D'Acri.

1 Comments:

Blogger Pierpaolo Laurenti said...

Grande Marco, mi hai anticipato... Pure io volevo scrivere qualcosa del genere ma il lavoro non me lo ha permesso! Il grande Camillo diceva "libera Chiesa in libero Stato". Forse qualcuno se lo è dimenticato!
La cosa incredibile è che al tempo di Peppone e don Camillo, la Chiesa era contro i comunisti, quindi la sinistra; oggi è proprio la sinistra che l'accontenta e la destra finiana che le dà contro... Questo è un mondo senza Nutella!

12/12/06 16:00  

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