27.1.07

Il giorno della memoria

Primo Levi. "Se questo è un uomo".

Voi che vivete sicuri
,
Nelle vostre tiepid
e case,
Voi che trovate tornando a sera
,
Il cibo caldo e visi amici:


Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sí o per un no.


Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno.


Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.


0 vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

Oggi è il 27 gennaio, il giorno della memoria. Memoria dei crimini contro l'umanità, memoria di crimini avvenuti nella nostra Europa, così pochi anni fa da avere ancora dei testimoni che hanno vissuto quelle tragedie e che possono raccontarcele. Tacciano i revisionisti, ascoltiamo le storie, storie di uomini e donne che hanno conosciuto il Male, il Male terreno, il Male degli uomini. Ascoltiamo loro. Siamo un'organizzazione giovanile. E' nostro dovere essere memoria. Tra qualche anno i testimoni non ci saranno più e toccherà a noi trasmettere il ricordo, senza banalizzarlo, senza fare finta che sia storia lontana da noi. Il nostro Paese è stato copartecipe, scelse un regime connivente con quelle persecuzioni, ed è compito di uno Stato serio fare i conti con il proprio passato ed assumersene la responsabilità. A questo serve il giorno della Memoria. Il Male torna, ciclico e inesorabile. E' tornato nei Balcani, pochi anni fa, vive negli scontri etnici africani, vive nelle persecuzioni che troppi popoli ancora subiscono. Essere memoria vuol dire essere anticorpi. La democrazia liberale, i diritti umani, la difesa delle minoranze, tutti principi dei quali dobbiamo essere difensori e che non dovremo mai dare per scontati. La Storia insegna solo a chi ha Memoria. Speriamo che gli uomini possano imparare.

Un'ultima cosa. Per l'occasione del 27 gennaio, il museo di Buchenwald ha messo in rete il suo archivio fotografico. E' un doloroso ma necessario viaggio per capire quello che è successo. Ecco il link: http://www.buchenwald.de/fotoarchiv/.
Marco D'Acri

3 Comments:

Blogger Coordinamento Italia dei Valori di Terni said...

Salve,

innanzitutto complimenti per il blog.

Come Idv ci tenevamo ad informarvi che a Terni abbiamo realizzato un blog per l’Italia dei Valori a carattere locale (http://idvtr.blogspot.com). Un modo, non solo per discutere dell’attuale contesto sociale, economico, istituzionale ed ambientale ternano, ma anche per dare avvio (speriamo) ad un network di blog locali, per confrontarci direttamente sui diversi programmi elettorali, per condividere problemi ma soprattutto soluzioni.

Per potenziare la rete dei Valori potremmo fare uno scambio link (collegandoci così ache con il blog Sardegna, quello di Forlì e speriamo molti altri ancora).

Sperando che una comunicazione sempre più capillare possa essere d’aiuto al nostro partito, vi auguriamo un ottimo 2007. E in bocca al lupo!

Cordiali saluti,

Coordinamento IDV Terni

27/1/07 09:52  
Blogger Rebecchi Lorenzo said...

Sono d'accordo con il tuo pensiero espresso nel tuo articolo.
Noi giovani siamo i depositari della memoria.
L'unica cosa che vorrei il 27 gennaio sia il giorno della memoria per tutti gli stermini e genocidi compiuti verso le popolazioni del pianeta.
Chi vuol far dimenticare, vuol dire che ha qualcosa da nascondere.
Vuol impedire la giustizia e vuole che i responsabili siano liberi.
I morti hanno diritto a riposare con dignità e i sopravvisuti hanno diritto al rispetto ed ad essere risarciti per il male subito.
Vorrei che sia così per i 70 milioni indigeni di America, 10 mila mussulmani e croati nella guerra in Jugoslavia,
i 10 milioni congolesi durante l'occupazione belga, i 3 milioni cambogiani per opera dei Khmer rossi, 800 mila ruandesi tutsi ad opera dei ruandesi hutu, i 30 milioni di cinesi durante la rivoluzione culturale, i ceceni ad opera dei russi, 1,5 milioni di armeni e i curdi ad opera dei Turchi, gli aborigini in Australia, i 6 milioni di morti durante l'occupazione sovietica, gli abitanti di Timor Est ad opera degli indonesiani, i cinesi della zona Manciuria per colpa dei militari giapponesi, gli abitanti del Darfur per colpa delle milizie del Sudan.
Non solo gli ebrei, ma tutti gli stermini devono essere studiati nei libri di scuola dei nostri studenti.
Scusate ma oggi che è il giorno della memoria, non potevo dimencitare nessun genocidio.

27/1/07 21:53  
Anonymous Marco D'Acri said...

Grazie agli amici dell'Italia dei Valori di Terni.
In bocca al lupo per il vostro impegno di comunicazione ed informazione.
Inseriremo il vostro blog nei nostri link.
Un caro saluto, Marco D'Acri.

28/1/07 14:45  

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