2.10.06

I nostri eroi


Marco D'Acri
Aver visto il film per la TV della Rai Giovanni Falcone mi ha emozionato e mi ha suscitato qualche pensiero malinconico. Se fosse con noi oggi avrebbe 67 anni, e sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica. Secondo la Costituzione questo ruolo non per forza va ricoperto da un politico ma da una persona in grado di rappresentare il Paese. Chi più di lui ci darebbe l'orgoglio di essere italiani. Coraggio e ingegno, serietà e passione. Il bello dell'Italia. Ma Giovanni Falcone è stato ucciso. Ed è uno di quei nostri eroi che non siamo riusciti a difendere. Ma che anzi, con la nostra classe politica, in quegli anni abbiamo isolato, offeso, ostacolato e le cronache del tempo sono lì a testimoniarlo. C'era chi lo accusava di essere un giudice esibizionista. E chi lo definiva giudice rosso, contrapponendolo a Borsellino, vicino al Msi, commise l'errore di non vedere in loro dei temerari servitori dello Stato giudicandoli con i termini della politica. Ma ancora oggi il loro esempio viene ignorato. Ogni 23 maggio tutti sono pronti a commuoversi, ma per il resto dell'anno si torna a delegittimare la magistratura con le offese della politica, dimenticandosi di chi ogni giorno cerca di fare il suo dovere. E lamentandosi per ogni giudice che entra in Parlamento senza preoccuparsi di tutti gli avvocati che siedono a Montecitorio e che Dio solo sa in quegli anni chi hanno difeso e che affermazioni sulla mafia sono stati in grado di fare. E poi penso a Giancarlo Caselli. Quando lottò contro le brigate rosse venne definito fascista. Qualche anno dopo ha cercato di andare fino in fondo a quel rapporto mafia - politica che ha devastato la Sicilia e che ha ucciso giudici e forze dell'ordine. Ed è stato chiamato comunista. Ma chi ha tempo di leggere tutta la sentenza Andreotti capirà che Caselli non è un visionario o un partigiano. Credo che anche lui cerchi, con le sue forze e i suoi limiti, di fare il suo dovere. Forse il suo unico torto è stato di sopravvivere agli attentati che hanno falcidiato i suoi colleghi. Altrimenti oggi sarebbe un eroe. O il torto è nascere in un paese dove i cittadini non sono in grado di difendere i propri simboli e non si lamentano quando il politico di turno li offende. Il senso del tricolore e del patriottismo andrebbe misurato in questo. Marco D'Acri.

2 Comments:

Blogger Italia Dei Valori said...

Complimenti, Marco, per il tuo articolo, che rappresenta il sentimento di tutti noi.
Anche se con un po' di ritardo, lo pubblico in prima pagina sul sito nazionale www.idvgiovani.it

Cordialmente,
- Luca Pasqualotto

6/10/06 22:18  
Anonymous Marco D'Acri said...

Grazie Luca, ho visto il mio articolo sul sito IDV nazionale. Grazie ancora. Ciao e a presto, Marco D'Acri.

7/10/06 00:24  

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