10.1.07

Anche se Gatti c'è i topi ballano...

Marco D'Acri
Da qualche anno in Italia opera un giornalista, Fabrizio Gatti, scrive sull'Espresso ed è un esempio di quel giornalismo di inchiesta che, a parte Report e AnnoZero, sembra essere sparito. Due anni fa riuscì a farsi identificare come clandestino e ad essere "stipato" in un CPT, quello di Lampedusa. Riuscì a descrivere le condizioni discutibili e il trattamento riservato in quei luoghi. Al di là della discussione sull'utilità di quei centri, sarebbe comunque stato sensato che il ministro degli Interni, allora Giuseppe Pisanu, si adoperasse per migliorarne la vivibilità. Nulla, tutto caduto nel silenzio. Gatti 0 - Indifferenza 1. Secondo reportage. Estate scorsa. Gatti diventa per un mese bracciante agricolo in quel di Puglia e racconta storie che sanno di schiavismo e di degrado sociale. Parla di capolarato, di un orribile e rinnovato ius primae noctis, parla dell'assenza dello Stato. Il governo di sinistra si fa carico della questione, pare siano state sospese una serie di licenze ad aziende agricole che facevano della manodopera illegale strumento non solo da sfruttare ma da degradare fino allo stato animale. Purtroppo non è possibile avere un monitoraggio ad oggi della situazione, nessun giornale lo fa. Diciamo comunque Gatti 1 - Indifferenza 1. Si va allo spareggio. Nell'autunno 2006, a seguito della stima fatta da alcune riviste, sul numero delle vittime della malasanità, decide di iniziare un'indagine nell'ospedale più grande d'Italia, il Policlinico Umberto I di Roma. Si traveste da uomo delle pulizie e ci trascorre un mese. Leggendo l'articolo c'è da mettersi le mani nei capelli. Dai laboratori incustoditi agli scantinati abbandonati, dalla sporcizia diffusa ai divieti di fumo sempre meno rispettati. Malcostume che va dalle imprese di pulizia, con sempre minor etica del lavoro e scelte sempre al ribasso, ai singoli operatori e visitatori che non riescono a trattenere in tasca le proprie sigarette neanche in un luogo di cura. E in questo l'Umberto I è un po' lo specchio di molte situazioni italiane. Scoppia la questione a livello politico, la Turco promette di intervenire nel settore che più denari pubblici consuma e che ogni tanto ci offre di queste storie.
Ieri mattina i NAS sono intervenuti sul territorio nazionale nei centri ospedalieri più grandi per intervenire su eventuali situazioni sfuggite di mano. Ebbene, nessun sigillo, nessun ordine di chiusura, di nessun reparto in Italia. Bene, gran sospiro dei dirigenti sanitari che vedono l'indifferenza avvicinarsi alla vittoria. Gatti per vincere può sperare in un solo alleato, Livia Turco. Sù ministro/ministra, nostra corregionale, dia una mano a Gatti, può ancora vincere. Ne va della credibilità dei reporter e degli stessi proverbi...
Marco D'Acri.
P.s.: Ecco il reportage

2 Comments:

Anonymous Marco D'Acri said...

Da Corrieredellasera.it:

Napoli, topi in corsia: il reparto viene chiuso
Trasferiti i pazienti ricoverati in Ematologia al Vecchio Policlinico dove i Nas non sono ancora arrivati per i controlli previsti dal ministro Turco .

Ragazzi, oltre ad essere stati profetici, alla fine il proverbio non era esagerato, i topi nell'ospedale c'erano davvero. Comunque Gatti ha ripreso palla, si prepara ad attaccare...la sfida contro l'indifferenza volge al meglio.

10/1/07 16:29  
Blogger Rebecchi Lorenzo said...

Caro Marco,
non hai tutti i torti.
Il vero giornalismo non ha ancora trovato patria in Italia. Poco tempo fa una statistica di Amnesty International riferiva che la libertà di stampa in Italia era pari a quella che si trova in paesi in via sviluppo o del terzo mondo.
Per fortuna che c'è gente come Gatti che rischia la propria incolumità per raccontare la verità e dà un contributo per scoprire le ingiustize e lo spreco della Pubblica Amministrazione.
Anche con i miei occhi, ho visto reparti, corridoi e uffici di ospedali che sembravano una discarica o un centro delle infezioni e non delle vaccinazioni o delle cure delle malattie.
Ma quello che mi preoccupa non è il fatto che ci sono persone che si non si interessano dei problemi e quelle invece che cercano di risolverli. Voglio dire che prima osservavo che c'erano, da una parte, persone buone e, da un'altra parte, le persone cattive.
Mentre adesso vedo una terza categoria che è costituita dai finti buoni. Fingono di stare dalla parte corretta e invece sono indifferenti alla realtà e non sono disposti a migliorare la situazione.
E' questo che mi preoccupa molto; perchè sempre più persone non cercano di capire, non rispettano le leggi e invece cercano di avere vantaggi e profitti dallo status quo.
Forse mi sbaglio e magari la mia sensazione e solo è un'esagerazione.
Però spesso penso che abbiamo ancora molta strada da fare e forse abbiamo ancora molto da imparare per essere una grande paese democratico, europeo e civile.

10/1/07 21:08  

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