16.1.07

Prescrizione medica

Ancora una volta Silvio Berlusconi è riuscito a farla franca.
Vorrei scrivere tante cose ma penso che l'abbiate sentite, lette e ascoltate un milione se non un miliardo di volte in televisione, sui giornali, su internet, nei bar, per le strade e nei supermercati, in campagna elettorale e in tante altre occasioni, ma nonostante tutto Berlusca prende ancora voti e sempre più voti.
Riesce a ricattare ogni angolo della terra, riesce mantenere saldo il suo prestigio, a truccare le carte ed avere gli appoggi giusti.
Il caro Berlusconi se non riesce a proteggersi, assume uno stalliere che non fa nulla di male se non quella di essere un boss siciliano di prestigio, vicino ai corleonesi.
Riesce ad aggiustare suoi processi con la legge sulla limitazioni delle rogatorie, con depenalizzazioni, con prescrizioni, con il legittimo sospetto.
Riesce a salvare le sue televisioni con la legge Gasparri.
Basta! Non voglio ricordare più nulla. L'avevo promesso all'inizio, ma non ce l'ho fatta.
Mi comporto come se parlassi con ma moglie. Prometto di non prendermela con lei, di non parlarne più, ma un secondo dopo sono già li a farle la paternale su ciò che ha fatto o che non ha fatto.
A parte gli scherzi, come tanti italiani ho la nausea di questo lerciume.
Ma di fronte a questo non mollo. Perchè? Per due motivi.
Innazitutto perchè ci siete voi che mi date tanto entusiasmo e tanta carica; non nascondo che mi date ancora forza per andare avanti e per migliorare il nostro futuro.
Non ho mai mollato e non mollerò mai. Ci sono tante opportunità nella vita e vorrei condividire anche con voi e poi ci sono molte persone buone che merito il nostro rispetto e il nostro lavoro.
E poi perchè c'è mia figlia, anzi i miei figli, perchè tra poco nascerà un altro figlio; il mio lavoro è anche e sopratutto per loro.
Non posso permettere che un giorno i miei figli vedamo lo squallore che vige in politica e nella società civile senza che io abbia fatto qualcosa. Senza che abbia tentato di fare qualcosa. Sarà un grande dimostrazione di affetto non solo per loro, ma per tutte quelle persone oneste che credono nel nostro Grande Paese e nelle nostre Idee.
Non voglio che i nostri figli un giorno si vergognino di guardarci in faccia per eredità che hanno lasciato i loro padri.
Una società così malata loro non la meritano.
Rebecchi Lorenzo